I Dolci del Moro

Qui da noi, a Castelletto d’Orba, si respira un’aria fine, fresca piena di emozioni.

Sono queste emozioni che si incontrano già lungo la strada che va da Novi Ligure a Ovada, giù tra le Valli di Lemme e Orba verso Gavi tra dimore contadine e castelli, antiche ville signorili e incroci di strade tra immense distese di campi e dolci rigogliose colline.

Paese, questo, pieno di tradizioni di cui tutti ne vanno fieri e tra questa importantissima quella dolciaria.

Dolci antichi, ormai famosi, da tutti apprezzati come i Baci di dama, gli Amaretti morbidi e i Canestrelli.

Si i dolci della tradizione, i Dolci del Moro.

Da quando Francesco Cazzulo aprì nel 1966 il suo laboratorio di pasticceria non lontano dai filari delle vigne che ricoprono la collina, incastonato strettamente nel contesto di un pugno di case che erano e sono tutt’ora la sua vita, nulla è cambiato.

Qui nel silenzio della natura si mescolano grida allegre di bimbi, voci di donne, stridio sommesso di carri agricoli e intenso profumo di dolci appena sfornati.
Dolci e ricette per tante emozioni diverse tra loro tutte da scoprire.

 


English version

Here, in our village, Castelletto d’Orba, you can breathe a pure, fresh air, full of emotions; you can run into the above-mentioned emotions right along the route which runs from Novi Ligure to Ovada, down the Valleys of the Rivers Lemme and Orba towards Gavi, among farmhouses and castels, old luxury villas, crossroads among huge strechtes of fields and sweet luxuriant hills.
A village, this one, full of traditions everybody is proud of; among these ones we can count a very important confectionery industry. Old sweetmeat, by now famous, appreciated by everybody such as the Baci di Dama, the tender Canestrelli.
Weel, the sweetmeat of traditions, the Dolci del Moro.
Since Francesco Cazzulo opened his pastry shop in 1966, not far from the rows of vines which cover up the hills, set closely among a framework of bunch of houses which were and are still Francesco’s life, nothing has changed. Here, in the silence of nature, there mingle the merry cries of babies, the voices of women, the soft shrieking of farm carts and the pregnant scent of sweetmeat, just taken out of the oven. Three sweetmeat, three recipes for so many emotions, different from one another, all of them worth to be discovered and tasted.